membrana ottica

La membrana pura è la delicata distesa verginea illuminata della sua pulsazione. L’occhio del neonato percepisce il mondo dentro e mediante l’alveo luminoso della membrana. Per molto tempo dopo la nostra nascita continuiamo a fruire della membrana.

La membrana è lo sguardo come volontà d’incompleto, contraffazione uniforme, ma non ottica. Connaturata alle funzioni corporee dell’Inizio della Vita.  La differenza dall’ottica è che quest’ultima agisce in termini dialettici con la verità visiva che si trova a “collocare”. La membrana è una fase organica, invece, che modella la realtà rendendola verità particolare, eternamente in gonfia crescita. La forza di questo processo potente e continuo è la qualità di trasparenza della membrana, o meglio sostanza di trasparenza, il suo corpo medesimo. La membrana è l’esterno puro dell’interno.

La forza della medusa è quella di nascondere la sua presenza e fare del suo attacco una vendetta apparente del Mare Intero. Se la membrana fosse un attacco la descriveremmo così.

La membrana è quel corpo che riesce a confondersi con il proprio continuo nutrimento dell’esterno apparendo all’esterno la derivata di potenza di un delicato universo inviolato. Questa è la membrana strutturale, quella che potremmo chiamare la cellula schematica della membrana, la sua intelligenza ipseica. Membrana, membro= organ(lat.). L’incredibile organo piatto..le ali delle farfalle sono organi, i bozzoli d’acqua dei bachi sono organi..

C’è però, come abbiamo accennato, un esterno  della membrana, un piano di percettibilità sensibile del sorvolo fenomenologico della membrana. Ci sono membrane filmiche, in genere tese all’allungamento coloristico come a una sensibilizzazione erotica del tempo degli eventi scenici. Ci sono membrane acustiche, musicali, come la lingua francese ad esempio che con la sua rotacizzazione gutturale fusa e continua descrive un piano di membrana la cui semantica è prossima a un tempo di corpi fragili e sensuali. Ci sono membrane olfattive, odori che sono già fondi, inestirpabili perchè connaturati al pensiero presente e crescente dei luoghi…tante sono le membrane…l’organo trasparente che guarda oltre se da dentro e fa guardare a un incognita piena nella sua pulsante trasparenza. Ma cos’è quest’esterno è difficile a dirsi. Ci proviamo ma troviamo la linea di un pensiero che è già desiderio di rompere la Vita Vergine della membrana. Forse perchè la membrana nella sua esternazione è il pensiero delicatissimo della fragile materia del culto e del suo naturale incitamento alla liturgia? E siamo certi di non voler rompere la membrana per tornare a colorare la superficie degli occhi di una resina che sia già sguardo?..Bambini..cos’è la membrana che vediamo da fuori?

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